Commentario al Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza
È assai probabile che la pandemia incida sulla situazione economica del Paese provocando, oltre alla cessazione di un numero rilevante di attività produttive, anche la moltiplicazione delle procedure concorsuali a carico delle imprese in default. Questa situazione, esterna alla disciplina della materia, finisce per complicare l’iter normativo del “codice” della crisi d’impresa e dell’insolvenza che qui si offre con un ampio e significativo commento. Il testo reca i segni della laboriosità della sua composizione, visto che ha preso le mosse da una situazione normativa assai complicata. Intanto, questo settore dell’ordinamento, a partire dal 2005, è stato oggetto di molti rifacimenti, sì che quando nel 2015 la Commissione ministeriale presieduta dal Pres. Rordorf ha riveduto il testo della disciplina fallimentare, si è trovata dinanzi a diversi problemi da risolvere, innanzitutto il problema della coerenza sistematica del testo. Il testo consegnato dalla Commissione al Governo il 31 dicembre 2015 è stato poi largamente rimaneggiato dal Parlamento, ed è sfociato nella l. 19 ottobre 2017, n. 155, che, per la sua complessità e articolazione, volendo armonizzare le diverse procedure, è stata denominata “codice” delle crisi d’impresa e dell’insolvenza. Ma il cammino tortuoso del testo non è finito qui. Il legislatore europeo ha elaborato una raccomandazione (2014), un Regolamento (2015) ed una direttiva (n. 1023 del 2019). Il Parlamento dovrà tornare sul testo approvato per armonizzarlo con la direttiva a cui dovrà dare attuazione entro il 17 luglio 2021. Di qui la necessità di rinviare ad un termine più ampio l’attuazione della direttiva, che si accompagna al rinvio dell’entrata in vigore del “codice”, ritenuto attualmente troppo rigido rispetto ad una situazione economica fluida come quella creata appunto dalla pandemia. I giuristi non sono nuovi a questa situazione di incertezza, anzi, si può ormai dire che, a fronte del fallimento della nomofilachia, e a fronte della tecnica alluvionale della normazione, aggravata vieppiù dalla legislazione speciale dovuta all’emergenza, compito precipuo del giurista sia quello di riannodare i fili della trama legislativa per poter individuare il testo sul quale misurare la fattispecie da esaminare e i problemi da risolvere. Il commentario al “codice” è dunque prezioso ausilio per l’interprete. E questo in particolare per la cura con cui si è ricostruita la base dottrinale di ogni specifico articolo con un corredo dei riferimenti giurisprudenziali più recenti. Sì che la coerenza torna ad essere un presidio di affidabilità delle pagine qui offerte al professionista. A cui fanno da complemento le appendici con le leggi che trattano aspetti più specifici, sì che si possa rinvenire nel volume tutta la normativa del settore in forma completa. Non c’è dunque che da rallegrarsi con i curatori e con gli autori del commento non solo per il lavoro complesso eseguito, ma anche per la ragionevolezza delle soluzioni prospettate.
Guido Alpa
Specifiche
Titolo:
Commentario al Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza
Editore:
Edizioni Ad Maiora
Anno:
Luglio 2021
Libro in brossura:
1584 pagine
Indice Analitico:
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Prefazione:
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Estratto Libro:
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Autori:
Andrea Giordano - Claudia Tedeschi